mercoledì 16 luglio 2008

Il Lapislazzulo ( Lapislazzuli )



















Il Lapislazzulo ( meno comunemente detto Lapislazzuli o Lapis Lazuli ) è una pietra blu scura tra le più preziose e antiche della storia.

Le miniere conosciute si trovano in Afghanistan, Cina e Cile.

Si tratta di un cristallo blu intenso composto da diversi minerali quali lazurite, pirite (le pagliuzze dorate) e calcite (le ombrature grigiastre). Non è raro però che il blu tenda al verde o al violaceo, sottolineando fusioni chimiche con altri elementi che ne minano la purezza.

Il nome deriva dal latino e compone le parole lapis (piestra) e lazuli, genitivo del latino medioevale lazalum, derivato dall’ arabo (al-)lazward che a sua volta deriva dal persiano lāzhward (لاژورد) e che ha come significato “azzurro”.

La storia del Lapislazzulo risale al V millennio a.C. quando veniva usato dagli Egizi per adornare le sepolture e dalle culture orientali ( Sumeri, India, Cina, Persia ) a cui vi attribuivano grandi poteri metafisici. Era considerato un pezzo di cielo donato dagli dei agli uomini e per molto tempo è stato, per questa caratteristica, usato da Re e Regine che ne facevano talismani per attestare la loro superiorità, allontanare la malasorte e curare le ulcere.

Un utilizzo importante del Lapislazzulo si ebbe dal Medioevo, quando i pittori lo usarono per le loro opere. La polvere veniva usata per fare il colore blu oltremare, oggi artificiale. I pigmenti azzurri sono sempre stai pigmenti rari e costosi.

In natura sono rarissimi tranne il Lapislazzulo; un silicato di alluminio e potassio, contenente degli ioni solfuro nel cristallo, ma comunque molto costoso. Per non sprecare questo colore il cui costo era paragonabile a quello dell’oro, esso veniva impiegato a tempera, ovvero in emulsione con rosso d’uovo, acqua e aceto e nella tecnica dell’affresco.

Stabilissimo in ambiente alcalino, è però instabile in ambiente acido nel quale perde il colore e diventa bianco-grigio. Impiegato ad esempio da Giotto e Michelangelo negli affreschi della cappella Sistina a Roma e della Basilica di S. Francesco ad Assisi.

E’ utilizzato ancora oggi nella fabbricazione di gioielleria, nell’ intaglio e nella scultura, il suo colore e la sua storia rendono a creare nel’ immaginario collettivo una pietra preziosa legata alla poetica.

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